“Qualcosa di Nuovo” EPISODIO 11

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“Qualcosa di Nuovo” EPISODIO 11

Stefano la faceva sentire bella e desiderata, da quando c’era lui nella sua vita lei si sentiva più coraggiosa, le dava fiducia in sé stessa e forza, aveva un fare gentile e delicato che la faceva sentire considerata, rispettata e ascoltata, le dava i suoi spazi e non risultava mai troppo insistente. Grazie alla presenza di Stefano trovò il coraggio di lasciare quello che agli occhi della comunità era considerato il “suo ragazzo”, ma che per lei non era altro che un antidoto alla paura di stare sola. Vero è che doveva sopportare di avere ogni tanto le mani sul proprio corpo di un tipo che non era mai riuscito a regalarle neanche una briciola di piacere e neppure le piaceva, ma era un prezzo accessibile da pagare per non rimanere a casa nel weekend. Lo lasciò correndo il rischio di stare sola, ma quella presenza virtuale che rispondeva al nome di Stefano le dava anche il coraggio di fare quel salto nel buio.

Quelle due persone lasciarono, però, troppo spazio al tempo per mettere fra di loro più chilometri di quelli che fisicamente li separavano. Passarono diversi mesi prima che lui trovasse insufficiente quel rapporto virtuale. I due non si fecero mai promesse e non si presero mai impegni, ma lui propose più volte a lei di vedersi e d’incontrarsi dal vivo. Stefano era preso come non mai ed era molto stupito dalla semplicità con cui succedeva tutto, era molto attratto da come lo faceva sentire, vedeva sensualità e bellezza in tutte le foto che lei gli spediva e forse anche là dove non c’era, fremeva per ogni squillo del proprio cellulare sperando che fosse lei, bastava il pensiero di lei per farlo sorridere e anche quando era di cattivo umore sentire un secondo la sua voce gli migliorava la giornata, ma Francesca fu colta da un’ inspiegabile paura e continuò a rimandare il momento del loro incontro.

Quando si convinse capì che era troppo tardi, infatti Stefano aveva cominciato a uscire e a frequentare una ragazza che aveva il vantaggio di non vivere troppo distante da lui. Quando Francesca decise che era disposta a vivere con lui nuove esperienze che non sapeva neanche bene dove l’avrebbe condotta, cioè a vivere l’incognito, Stefano non era più solo suo. Tutte queste cose e queste emozioni non le raccontò mai a Stefano, non dandogli così la possibilità di scegliere. Anche lei dopo poco decise e si impose di sentire sempre meno quel ragazzo che piano piano l’aveva invasa fino all’ultima cellula e poco dopo cominciò a frequentare un nuovo ragazzo che ben presto divenne il suo ragazzo e rimase tale per molte anni. Non sto dicendo che per Francesca quella nuova frequentazione fu un ripiego, un modo per dimenticarsi di Stefano, ma non poté mai dire se con quel ragazzo sarebbe potuta funzionare.

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“Qualcosa di Nuovo” EPISODIO 10

Lui: “pronto…”

Rispose in modo quasi distratto e senza neanche guardare il display del telefono per capire chi lo stava chiamando. Tanto che lei venne attraversata da un brivido di delusione e disse:

“se ho scelto un momento sbagliato, ti chiamo poi…”

Lui: “no, no ero solo alle prese con il gas, ma ora ho spento tutto” fece lui quasi per scusarsi;

lei: “ti stavi preparando pranzo?”;

lui: “sì, oggi sono a casa solo e mi stavo scaldando qualcosa da mangiare”.

Dopo un po’ di convenevoli carichi d’ironia e due parole fatte da due menti sveglie, in cui sia uno che l’altra, presero le misure con una voce che non conoscevano e dopo che una piccola inflessione dialettale divenne qualcosa di non più fastidioso,

lui pensò: che bella voce, farebbe eccitare anche un morto…

lei pensò: che voce sensuale, se chiudo gli occhi saprebbe farmi volare…

Poi lei se ne usci con una domanda estemporanea, che indusse lui a prendere coraggio,

“dove sei ora e come sei vestito?”

Lui: “fino ad un attimo fa ero in cucina, ma ora mi sono messo comodo in poltrona e sono in tenuta da casa cioè in tuta”.

Poi lui, senza darle il tempo di dire altro, aggiunse: “facciamo un gioco, ti va?”;

lei: “spara…”,

lui: “che  ne dici di farti trasportare dalla mia voce e farti cullare dalle mie coccole vocali?”,

lei: “ …ma io non dico e non faccio nulla, ok?”,

lui: “…ci sto, si parte?”.

Dopo che anche lei si mise comoda e in lui non si fecero più sentire i morsi della fame, prese la parola e con tono quasi sussurrato e sensuale, disse: “spero che tu sia comoda coricata nel letto a pancia in su e con le gambe leggermente piegate…”

“perché sarebbe proprio così che ti farei sistemare, ti bacerei: sulla punta del naso,  sulle guance, sulla fronte, sulle palpebre…disegnerei il contorno delle tue labbra con la punta della lingua, affonderei il naso tra i tuoi capelli assaporando il loro profumo, poi ti massaggerei la testa e ti accarezzerei i capelli. Dopo ti riempirei di baci il collo e proprio là dietro le orecchie; ti leccherei il lobo dell’orecchio, come ti riempierei di baci la scollatura: proprio là sotto il collo e sopra al seno.

Mentre ti appoggio un dito sulle labbra, tu rovesci la testa all’indietro e facendo insinuare il mio dito in bocca lo succhi: nel frattempo ti sollevo la maglietta e comincio a compiere dei cerchi sempre più piccoli sulla tua areola, fino prenderla tra le mia labbra e succhiarti il capezzolo…”

Lei lo ascoltò in religioso silenzio anche se quando gli raccontò di come l’avrebbe presa a Stefano parve di avvertire un mugolio strozzato e sottovoce. Lei negò sempre come negò sempre che le fosse piaciuto facendo così sentire per tanti anni Stefano quasi uno stupido.

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“Qualcosa di Nuovo” EPISODIO 9

Stefano e Francesca con il metodo dello squillo si sentivano regolarmente su Skype e si incontravano con relativa facilità: per brevi saluti, per lunghe chiacchierate, per incontri di sesso virtuale (anche se Francesca non ammise mai di essersi infilata le mani nelle mutande), per confronti non a sfondo sessuale, per parlare del più e del meno, ma anche per parlare di sentimenti o cose più profonde. Una volta Francesca lo vide anche con pochi vestiti che gli coprivano quelle zone dove normalmente non batte il sole, ma non ammise mai che quella vista le piacque molto. Quel sentirsi con regolarità rafforzò un legame, strinse un rapporto che si fece sempre più importante e coinvolgente fatto di complicità e intesa.

Quelle due persone non si erano mai vissute dal vivo, non si erano mai annusate, non si erano mai guardate negli occhi, non si erano mai respirati il piacere dell’uno nella bocca dell’altro o più semplicemente non si erano mai baciati, ma quelle situazioni li facevano stare bene entrambi, non sentivano la mancanza di qualcosa, non si erano fatti nessuna promessa, ma non sentivano il bisogno di tradirsi o cercare altro da altre persone.

Si erano scambiati foto e alcune anche sexy, ma Francesca spesso guardava il foglietto sul quale si era segnata il numero di telefono di lui ponendosi 1000 domande sul chiamarlo o meno.

Non sono mai state foto porno o troppo esplicite, ma a Stefano bastava anche solo la spallina del reggiseno o la curva tra collo e spalla per eccitarlo, non tanto perché fossero le foto più belle che avesse mai ammirato: su internet ne avrebbe potute trovare quante ne voleva e anche meglio, ma leggeva quelle foto come un regalo solo per lui, come un dono che lei non aveva mai fatto a nessun altro o qualcosa di prezioso che custodiva per una persona speciale. Stefano si sentiva importante e lei lo gratificava con quelle foto e con quelle chiacchierate che sapevano di eccitante, anche se lei non lo avrebbe mai ammesso.

Quel giorno si sentiva contenta ed euforica, grazie a una giornata estremamente positiva e piena di soddisfazione a scuola. Tirò fuori dalla borsa il foglietto su cui aveva scritto il numero di telefono di Stefano e che portava sempre con sé, lo scrisse sulla tastiera del telefono e quasi senza pensarci pigiò il tasto d’invio. Stefano non rispose subito e lei durante quegli squilli ebbe l’opportunità di ragionare su quanto stava facendo e prima che lui, in modo quasi distratto e sovrappensiero, dicesse “pronto…” ebbe modo di pentirsi di quell’iniziativa senza poter più tornare indietro.

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“Qualcosa di Nuovo” EPISODIO 8

Dopo quella prima volta in cui Francesca e Stefano si incontrarono in modo un po’ fortuito su Skype, per non lasciare solo al caso l’occasione di farli rincontrare su quella chat, Stefano pensò di dare a Francesca il suo numero di telefono. Lo fece a cuor leggero, senza pensarci due volte o senza remore di alcun tipo (come aveva di solito), in quanto si fidava di quella ragazza che malgrado avesse conosciuto in rete sentiva più affidabile di molti dei suoi parenti e, di lei, non pensava in nessun modo che potesse usare quel suo dato sensibile a sproposito, ma avvisarlo, con uno squillo, tutte le volte che si sarebbe collegata a internet. Dandogli, così, la possibilità di intercettarla nel momento in cui lei si fosse collegata alla rete, quel numero lo avrebbe potuto pure utilizzare per chiamarlo, gli disse, ma lo fece sapendo che non lo avrebbe mai fatto o almeno per ora.

In quell’occasione si salutarono con la mano di entrambi nelle rispettive mutande, ma quel gesto non fu lo scopo primario della loro chiacchierata, ma un effetto collaterale del loro andare molto d’accordo, del loro risultare il perfetto incastro di due parti dello stesso oggetto o del loro risultare sulla stessa lunghezza d’onda. Francesca non avrebbe mai ammesso di trastullarsi allegramente e con gran godimento, ma protetta da un PC che non permetteva a chi c’era dall’altro capo del fillo di vedere cosa stava facendo, con la mano le permetteva di fare una cosa che le piaceva tanto e le permetteva di svuotare la mente.

Anche per Stefano, come per Francesca, quella neonata amicizia non passò inosservata alla sua coscienza, ma a differenza di lei alla quale fece risvegliare istinti che le avevano sempre fatto credere essere immorali, in lui, invece, gli infusero una specie di calma: gli fece passare quella sensazione di urgenza, che sentiva nei suoi rapporti con la sfera femminile. L’amicizia con Francesca non lo indusse a smettere di “accarezzarsi” il pistolino, ma a ridurre il tempo che lui dedicava a quell’operazione di molto, quello sì.

Inoltre invece di farlo con il pensiero con mezzo mondo, iniziò a farlo con nessuna nella realtà e con molte poche ragazze nei suoi pensieri.

Il nome della ragazza con cui lo faceva quasi sempre nei suoi pensieri, era quasi sempre lo stesso e rispondeva quasi sempre a Francesca. Il pensiero di lei riusciva a eccitarlo anche se l’aveva vista solo in poche foto e non ne aveva mai sentito la voce; gli solleticava la mente e faceva cambiare il punto di vista del mondo, dalla terra al cielo, del suo uccello, solo le parole scritte da Francesca sullo schermo di un computer.

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“Qualcosa di Nuovo” EPISODIO 7

A Francesca bastavano piccole cose per cadere con il pensiero tra le braccia di Stefano.

Era perfettamente consapevole che quello era un pensiero sbagliato: per quanto ne sapeva poteva essere un brutto maniaco che aveva mentito sull’età e su tutto il resto, ma quel pensiero la faceva viaggiare con la mente e la portava via da una realtà che non la convinceva pienamente.

Malgrado ciò una sera in cui passeggiava per le corsie del supermercato, lesse su una confezione di yogurt la provincia di provenienza, la stessa del misterioso ragazzo di internet e avvertì un intenso calore nella zona inguinale. Quella sensazione fu talmente intensa e repentina che ebbe il bisogno di fermarsi, appoggiare a terra il cestino, fare finta di leggere l’etichetta di un prodotto nell’ultimo spazio in basso per piegarsi sulle gambe e stringere forte le cosce…

Quando si riprese da quel momento, mollò lì dov’era il cestino e si diresse velocemente verso l’ingresso dove le sembrava di aver visto un bagno. Non si sbagliava, lo trovò e si barricò nel primo bagno libero delle donne. Chiusasi a chiave la porta alle spalle, si appoggiò con la schiena al muro e avvertì come una frustata il freddo delle piastrelle, chiuse gli occhi, sollevò il vestito fin alla vita, abbassò i collant e gli slip fino alle ginocchia e finalmente potè stringere con tutto il palmo della mano la sua patata che era ormai fradicia del suo piacere. Non fu un tocco leggero e delicato, ma per lei fu come tirare un respiro di sollievo, come soddisfare un bisogno d’urgenza o come prendere aria dopo aver trattenuto il fiato a lungo sott’acqua, ma quel gesto quasi animalesco e violento la portò, con pochi gesti e movimenti precisi, a una irruente cascata di piacere che cercò di soffocare in una serie di mugolii strozzati, ma che comunque interruppero il silenzio di quell’ambiente poco romantico.

Quel quasi sconosciuto, senza aver fatto nulla di particolare, le dava come la possibilità di evadere da una realtà che le stava fin troppo stretta e così essere veramente se stessa… senza neanche più vergognarsi di quello che da sempre l’aveva abitata, ma che forse solo oggi stava cominciando ad accettare come una normale parte pulita di sé.

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“Qualcosa di Nuovo” EPISODIO 6

Dopo pranzo quel giorno tornata da scuola era abbastanza svogliata e aveva quasi deciso di mettersi a letto per una pennichella pomeridiana, ma poi Francesca optò per accendere un attimo il PC. Collegatasi sorpresa delle sorprese: chi c’era online su Skype? Stefano!

Francesca e Stefano si contattarono quasi in simultanea tanta era la loro voglia di chiacchierare. Chiacchierare del più e del meno fu una sensazione piacevole soprattutto per Stefano che non era quasi abituato a parlare di qualcosa che non implicasse il sesso, quasi strana.

Per una delle prime volte nella sua giovane vita: scriveva in una chat con entrambe le mani posizionate sulla tastiera; si ritrovò davanti al monitor di un PC a chattare con una ragazza senza l’intento di farle mettere una mano negli slip; la sua preoccupazione principale non fu quella di farle bagnare le mutandine; non cercava un essere qualsiasi con due tette e una patata, ma proprio lei, proprio Francesca.

Per lui fu come una rivelazione, lo scrivere senza l’obbiettivo di stringersi nel pugno e menarsi il pisello duro fino a venire per svotare così la mente da tutti quei pensieri che rimbalzavano come una pallina impazzita e, anche se l’espressione potrebbe risultare un po’ poco elegante, le palle.

Per quell’occasione tutto ciò che sperava Stefano era di far vivere a Francesca un’esperienza piacevole in cui stesse semplicemente bene, in cui si sentisse a suo agio e in cui si sentisse libera di scrivere e dire tutto ciò che le passava per la mente senza vergogna.

A dire il vero: sperava anche di farla sentire bellissima, ma in quelle poche ore non riuscì a scalfire le sue innumerevoli paranoie legate al suo fisico e sperava anche di accompagnarla per mano dentro al suo cuore e farle guardare sotto i tappeti della sua anima, proprio là dove aveva nascosto la polvere che aveva solo cominciato a raccogliere, ma era consapevole che la conosceva da troppo poco tempo.

Tuttavia quello che nelle intenzioni di Francesca era solo un attimo, ben presto si trasformò inizialmente in un’ora, poi in due e, infine, in tutto il pomeriggio, lasciando nell’anima di Stefano non qualcosa in meno, visto che all’appello mancava un orgasmo, ma qualcosa in più. Per la prima volta nella sua giovane vita, spense il PC non con un senso cosmico di vuoto, ma contento e felice.

Stefano, come anche Francesca, sapeva di non fare nulla di sbagliato o meglio nulla di particolarmente grave (non stavano mica uccidendo nessuno…), ma entrambi sapevano che avrebbero potuto usare meglio il loro tempo, entrambi sapevano che quello era un modo un po’ malato di vivere la sessualità, entrambi sapevano che era qualcosa di virtuale e quindi effimero, ma a entrambi piaceva proprio tanto, quindi entrambi non si fecero molte altre domande.

 

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“Qualcosa di Nuovo” EPISODIO 5

Dopo il primo messaggio di Francesca su Skype ne seguì uno super entusiasta di Stefano, ma prima che i due riuscissero a incontrarsi su quella applicazione, lei ebbe modo di pensare più volte a quel ragazzo che l’aveva colpita come uno schiaffo o meglio l’aveva sorpresa come una calda e dolce carezza. Così l’immagine di Stefano cominciò a fluttuare nei pensieri di lei come l’aurora boreale fluttua nel cielo delle lunghe notti polari facendole partire la fantasia e la sua mano per zone molto meno fredde del polo del suo corpo.

Quella sera, ad esempio, dapprima andò ad accarezzare la morbida pelle delle sue cosce, insinuandosi fino al loro interno. Dopo quel toccarsi tenero e delicato, si girò sulla schiena, piegò leggermente le gambe e insinuò la sua mano nei pantaloni del pigiama, proprio all’altezza dell’elastico degli slip e sul Monte di Venere, come a immaginare la mano di lui che la facesse sentire sua. Si dilungò poi più in basso cominciando a disegnare una linea, con l’indice, sulle grandi labbra della sua patata. Allargandola leggermente, con il dito medio e il dito indice, si scoprì così madida di piacere, con il sesso gonfio e pronto ad accogliere l’eventuale pene duro di lui.

Da quel momento in poi l’unico desiderio di Francesca fu appagare l’inaspettata voglia di “coccole” che quel ragazzo sapeva instillargli. Quel ragazzo che conosceva appena era in grado, però, di addentrarsi nei suoi pensieri in quel modo così dannatamente dolce e lei per un attimo lo odiò per ciò che le stava facendo fare.

Fu allora che decise di continuare con quelle dita così intrise del suo piacere e salì verso i suoi seni, bagnando così i suoi, ormai turgidi, capezzoli, per finire poi ad assaggiarsi, sì, perché era esattamente ciò che avrebbe voluto fare con la mano di Stefano. Tornò presto con la mano verso il basso, sfiorando il clitoride e massaggiandolo con l’intero palmo della mano…l’altra mano intanto stringeva il seno e nel silenzio della sua stanza echeggiava soltanto il suo ansimare!

Così riprese il movimento del suo dito dentro di lei, prima lentamente poi sempre più veloce, dentro e fuori, ancora e ancora… aumentò il battito, il respiro diventò corto.

Si sentii persa, eppure tutta sua!

Si abbandonò al delirio dell’attimo che fu…orgasmooooooo

Il vento tacque, le onde si placarono e il sole si fece meno caldo…si sentì soddisfatta e si abbandonò in un sonno profondo.

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“Qualcosa di Nuovo” EPISODIO 4

Francesca si ritrovò più volte e in più occasioni a fissare quel foglietto su cui aveva segnato il numero di telefono di quel curioso ragazzo che gli aveva fatto battere il cuore per un po’ più di un paio d’ore e più volte si domandò se chiamarlo o meno. Francesca si ritrovò a ragionare se doveva fidarsi o meno di quel ragazzo che rispondeva al nome di Stefano. Francesca si ritrovò più volte a fissare quello stesso foglietto sul quale aveva anche scritto il contatto Skype di quel ragazzo e più volte si domandò se contattarlo o meno. Francesca soprattutto si ritrovò più di una volta a pensare a lui con il forte desiderio di massaggiarsi dolcemente il clitoride gonfio e bagnato. Alla fine dopo un paio di giorni si decise e cercò il contatto di lui su Skype e gli mandò una foto del suo volto con un’espressione  interrogativa con scritto in calce: “chissà se ho fatto bene a fidarmi…”.

Dal canto suo, Stefano aveva quasi perso le speranze di ricontattare quella ragazza che sentiva diversa da tutte le altre che aveva conosciuto e magari anche incontrato grazie alla rete. Non vi dico come dopo circa due giorni fu sufficiente a quel 25enne accendere il computer per passare dalla tristezza alla gioia. Tristezza perché pensava di aver vissuto un sogno che al momento del ritorno con i piedi per terra era svanito e gioia per la consapevolezza di poter rivivere una bella sensazione. Non solo aveva ritrovato una bella persona che gli aveva lasciato un segno che non riuscì più a cancellare dalla sua anima, ma gli aveva pure regalato una sua foto che trovò bellissima. Non appena capì che aveva ricevuto un messaggio su Skype da Francesca avverti lo stomaco fare il salto della corda e sotto la lingua il gusto di un frullato di emozioni, tanto è vero che nel giro di 5 secondi gli venne duro, sentì una vampata di calore che gli imperlò la fronte di sudore, gli venne caldo alle mani, sentì la testa come girargli e, per completare il tutto, sentì un’intera tribù di Masai che saltava giù nel profondo.

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“Qualcosa di Nuovo” EPISODIO 3

Francesca era una ragazza più giovane di Stefano.

Come nella pancia di lui anche in quella di Francesca si agitava una belva fatta di: insoddisfazione e incertezza sul ruolo da assumere nel mondo. Entrambi avevano ed hanno tuttora una mente brillante, sveglia e molto intelligente, ma a differenza di Stefano lei praticava un autoerotismo fatto con più classe ed eleganza. Francesca non disdegnava di fare le stesse cose che faceva Stefano, ma in pochi riuscivano ad accenderla e soprattutto aveva qualche remora in più di lui ad ammetterlo candidamente. Lei per di più era fidanzata con un tizio, che per essere carini, lo si potrebbe definire uno stronzo. Quindi per non pensare ai suoi insuccessi, per evadere da una persona che gli stava un po’ stretta e convincersi di non stare perdendo tempo passava anche lei come Stefano parecchio tempo davanti al monitor di un PC. So che state pensando essere una contraddizione, ma quelle evasioni le davano l’occasione di tenere spento il cervello.

L’ho già detto, ma ci tengo a ribadirlo che se lei faceva le stesse cose che faceva lui, lei le faceva in modo più sottile, delicato e intelligente, ma soprattutto non lo ammetteva nemmeno con se stessa di fare qualcosa che la gente comune chiama: masturbazione.

Francesca s’illudeva o, per meglio dire, si convinceva che dal momento che nessuno, dietro il monitor, la vedeva passarsi il polpastrello del dito indice della sua mano sinistra tra le grandi labbra della sua patata, era come se non lo facesse. Quegli orgasmi raggiunti nella solitudine della sua stanzetta le permettevano di sentirsi per 5 minuti la donna che avrebbe voluto essere.

Francesca non sbagliava la coniugazione dei verbi, era sarcastica, colta, sempre con la battuta pronta e divertente, ma tra le pieghe della sua anima si nascondeva una debolezza che la portava spesso a pensare che la soluzione, anche se solo temporanea, potesse essere nascosta sotto gli elastici degli slip.

Quella sera per la prima volta dopo un anno di frequentazione di quel mondo fatto di superficialità e apparenza si ritrovò a pensare a quello Stefano conosciuto via etere.

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“Qualcosa di Nuovo” EPISODIO 2

Durante il primo anno d’università, Stefano venne colto da una spasmodica, e spesso malata, frequentazione di quelle che a ridosso degli anni 2000 erano la moda del momento e cioè quella delle chat. Queste erano frequentate da una larghissima percentuale di maschietti, la maggior parte dei quali erano degli allupati, per dirla in modo carino, per essere più espliciti: affamati di sesso. Stefano non faceva eccezione e, individuate le poche persone con un nickname femminile (tipo: ”chicca” o “fragolino” o ancora “dolce..” seguito dall’anno di nascita), le contattava con un generico e poco impegnativo:

“ciao”

Se a loro volta queste rispondevano con un generico e poco impegnativo:

“ciao”

le incalzava poi con frasi sempre più mirate e indirizzate ad argomenti più spinti e a sfondo sessuale, infatti quello era il suo obbiettivo già dal momento in cui si sedeva davanti al monitor del PC con una mano nelle mutande avvolta al suo pene duro.

In quel periodo infatti per annegare i dispiaceri che gli derivavano dall’università, si ammazzava di lunghi gran premi di seghe che temporaneamente lo scollegavano dalla realtà. Nelle sue sperimentazioni aveva deciso che parlare di quegli argomenti un po’ spinti dava un senso ai suoi orgasmi. In quegli anni aveva preso l’abitudine di strizzarsi l’uccello fino a quando riusciva a emettere una goccia di liquido seminale, a scambiarsi foto di visi non sempre veritieri, foto di zone del corpo dove non batte il sole e numeri di telefono. Da una piccola percentuale di quei numeri si generavano degli incontri con fini sessuali: tanto per non perdere lo spirito con cui quelle conoscenze erano nate.

Quel giorno era come se lo sapesse che avrebbe conosciuto qualcuno di speciale, così dopo il primo generico e poco impegnativo:

“ciao”

invece di partire con le solite frasi esplicite e a sfondo sessuale, si inoltrò su un terreno fatto di frasi veramente simpatiche, allusioni e ironia. Fu così che conobbe Francesca.

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