PIANGERE COL SORRISO: CAPITOLO 1 (del 03/07/2018)

  • 0

PIANGERE COL SORRISO: CAPITOLO 1 (del 03/07/2018)

Era venerdì sera;

era il 14 marzo 2008;

rispondeva al nome di Giulia;

era nata sotto il segno dei pesci;

(è da quando conosco Venditti che volevo usare quest’espressione…)

era il giorno del suo 30esimo compleanno;

era invitata a cena dai suoi;

il suo ragazzo Gianni era stranamente in orario e le stava mettendo fretta;

era andata dalla parrucchiera per farsi lisciare quella sua folta chioma di lunghi

capelli castani e ondulati con naturalezza (e lui, come al solito, non se ne era

accorto…);

stava rimbalzando tra la cucina e il bagno con addosso solo il completino

intimo di colore bianco, semplice ma sexy, e arrampicata sui tacchi delle sue

scarpe rosse, entrambi frutto di un pomeriggio di shopping compulsivo;

questi due acquisti risultavano grandi novità per Giulia, infatti: l’intimo

femminile sexy era sinceramente convinta fosse stato ideato da un uomo per il

suo sollazzo visivo…(in poche parole: un modo superficiale per distrarre quell’essere stupido che è l’uomo) mentre i tacchi nelle scarpe di una donna

pensava fossero solo uno strumento di tortura, ideati da un uomo per farla

camminare sulle uova (proprio lei che era da sempre abbonata a suole di

scarpe radenti a terra);

ora che si era vista più volte riflessa nei vari specchi che aveva disseminato per

tutta la casa le era quasi venuta voglia di battersi sulla spalla per farsi i

complimenti per ciò che questi le avevano restituito agli occhi;

Giulia adorava gli specchi, che erano in grado di far sembrare più grande anche

la sua piccola casetta;

non aveva paura degli specchi come non aveva paura del silenzio, infatti

rientrando in quella sua casa, spesso vuota, non aveva mai sentito il bisogno di

accendere subito la radio o la televisione per colmare un bisogno di parole che vagassero libere nell’aria; senso di solitudine che Giulia non rischiava mai di

provare perché sempre piena di tante “cose”, tanti pensieri e tanti progetti;

Gianni era spaparanzato sul divano della cucina, le faceva fretta e non si era accorto: dei capelli stirati, del suo nuovo completino intimo bianco, delle sue

nuove scarpe rosse e neppure del fatto che stava girando per casa mezza nuda

(non aveva un fisico perfetto, ma era certa che le lezioni di step

incominciassero a fare effetto sul suo fondoschiena, il quale aveva intrapreso

una battaglia senza esclusione di colpi contro la forza di gravità) e delle scarpe

rosse col tacco (che le facevano sembrare le gambe più lunghe e slanciate di

quanto effettivamente non fossero).

Se in quella situazione lui l’avesse attirata a sé per irretirla, lei avrebbe

sicuramente fatto 1000 finte rimostranze, appellandosi al fatto che avrebbero

fatto tardi dai suoi, ma in cuor suo non le sarebbe dispiaciuto, anzi! Dopo tutto, la situazione era abbastanza disperata e tutte quelle armi, che dentro di sé

sapeva essere solo delle distrazioni effimere, potevano essere necessarie per

recuperare quello che in modo eufemistico avrebbe potuto definire un calo di

desiderio di Gianni nei suoi  confronti.

Giulia era convinta di stare all’antitesi del sesso, andava dicendo ai quattro

venti di essere negata nelle pratiche amorose, non amava parlare di sesso, aveva 1000 e 1 tabù, per lei spogliarsi in compagnia non aveva mai

rappresentato una possibilità di gioco, ma semplicemente la sequenza di

operazioni da compiere per rimanere senza vestiti addosso,

per lei il sesso era sinonimo di luci spente quindi dette tutte queste cose è

facile dedurre che era convinta di poter tranquillamente vivere una vita senza. Tuttavia era altresì convinta che quella pratica avesse l’inspiegata capacità di

rafforzare i rapporti, quindi essendo convinta che il suo  rapporto con Gianni

stava passando un periodo di stanca era disposta a tutto per non provare

quella detestabile sensazione di fallimento, che avrebbe sicuramente causato

l’eventuale fine della storia con lui.


Leave a Reply