CHI SONO

Ciao a tutti, sono Matteo

sono nato alla fine degli anni 70’, per l’esattezza nel 1979 sotto il segno dei pesci (26 febbraio), vivo a Barone: paesino adagiato sulla collina frontale dell’anfiteatro morenico d’Ivrea che conta circa 1000 anime, se consideriamo anche i cani e le mucche.

Attualmente muovo più o meno bene solo i muscoli facciali, il dito indice della mano sinistra e poco altro… Questo per dire che, anche se oggi sono seduto su una sedia a rotelle, un tempo non troppo lontano praticavo un sacco di sport compreso il mio grande amore: lo sci e per più di dieci anni il calcio a livello agonistico.

Se la mia carriera scolastica si è basata principalmente sulla matematica e mi sono laureato in ingegneria, oggi gestisco questo mio blog dove amo scrivere e negli ultimi anni ho pubblicato 2 libri: “2 GRANDI+2 piccole” e “SI PUO’ FARE…”.

Nella mia breve vita ho fatto diverse esperienze belle e brutte, come diversi bellissimi viaggi in giro per il mondo o attacchi di panico. Ora i momenti bui sono quanti i momenti di luce in cui sono felice o forse anche di più, ma i momenti in cui mi sento sereno e contento, senza una ragione apparente, sono sempre più numerosi.

Malgrado faccia una gran fatica con la voce, che non è per nulla forte, adoro incontrare gruppi numerosi di persone come nelle scuole.

Ultimo argomento sul quale vorrei mettere l’accento è la mia grande passione per i viaggi e le vacanze a piedi. So che potrebbe sembrare una contraddizione una vacanza a piedi per uno che non cammina, ma grazie a un bel gruppo di amici, che mi piace chiamare i miei “angeli custodi”, e ad una speciale sedia dal nome “Joelette”  mi è permesso di andare anche su terreni non asfaltati, così ho percorso parte del cammino fino a Santiago de Compostela e parte della Via Francigena fino a Roma.

Non sto dicendo che sono contento di avere questa malattia e che non ne avrei fatto a meno, ma se non fosse stato per lei non avrei fatto determinate e stupende esperienze, determinati incontri e determinate conoscenze; se non fosse stato per lei non avrei mai fatto determinati ragionamenti e non avrei mai apprezzato determinate, in apparenza, piccole cose. In poche parole non avrei mai riordinato la scala dei miei valori.

Quindi, anche se sembra un paradosso ammetterlo, credo di essere un privilegiato.